Arredare con Piante e Fiori

fioriera
Arredare con gusto significa anche personalizzare la vostra abitazione con dettagli colorati, come i fiori. Realizzare una composizione floreale non è difficile, riutilizzando semplicemente oggetti che avete in casa come candelieri, bottiglie, vasi inutilizzati e perfino il pane.

ROSELLINE A COLORI

DI COSA AVETE BISOGNO?

1 contenitore; nastro adesivo; fil di ferro; spugna sintetica; roselline medie color arancio; roselline medie color bianco; muschio nordico.

COME PROCEDERE?

  1. Posizionate la spugna bagnata dentro al contenitore, in modo che superi il bordo di circa due dita.
  2. Tagliate i gambi delle rose della lunghezza di circa 10 cm e puliteli molto bene. Cominciate ad inserire i fiori in diagonale, riempite un angolo di rose arancio e l’angolo opposto di rose bianche. Non posizionate i fiori tutto sullo stesso piano: una lavorazione “dentro e fuori” darà movimento alla composizione.
  3. Ricoprite con il muschio gli spazi di spugna scoperti.

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CANDELIERI IN VETRO

Una coppia di candelieri in vetro trasparente, ben si adatta ad essere impiegata sia come centrotavola che come decorazione per una scrivania o un piccolo tavolo.

DI COSA AVETE BISOGNO?

2 candelieri alti ca. 25 cm; spugna sintetica; rete; fil di ferro verde; 1 candela; Miriocladius; rose aperte; boccioli di rosa; ederina variegata; Lysianthus;roselline; bosso.

COME PROCEDERE?

Primo candeliere: tagliate una spugna a metà e dividete una delle parti in due pezzi. Quindi,stendete una porzione di rete che avvolga i pezzi di spugna e chiudetela intorno ad essi. Legate in alto il festoncino con il fil di ferro verde e sistematelo dandogli un andamento sinuoso attorno al candeliere.
Tagliate punte di Miriocladius e di ederina variegata e riempite tutta la spugna davanti e dietro coprendo anche l’attaccatura e il fil di ferro. Inserite i fiori lungo tutto il festone.
Secondo candeliere: tagliate un piccolo pezzo di rete e sistematevi dei ritagli di spugna, chiudete la rete e avvolgetela attorno al portacandela, legandola all’estremità con del fil di ferro verde.
Tagliate cortissimi rametti di bosso e infilateli nella coroncina fino a coprirla completamente; poi scegliete fiori molto piccoli e sistemateli qua e là.

GIALLO GIRASOLE

Il colore del contenitore deve armonizzarsi con quello della composizione.

DI COSA AVETE BISOGNO?

1 vaso di forma particolare color giallo-sole; spugna sintetica; 10 girasoli piuttosto piccoli; 1 mazzo di solidago.

COME PROCEDERE?

  1. Inserite i girasoli, tagliandoli gli steli a misura,in modo che possano ricadere a sinistra,oltre il bordo del vaso e, al centro, salire verso l’alto con la corolla più importante. Fate assumere ai girasoli posizioni diverse,in modo che le corolle non siano tutte rivolte verso di voi.
  2. Le infiorescenze giallo-verdi di solidago serviranno a legare i fiori tra loro,a riempire gli spazi e anche a dar maggiore profondità.

BOTTIGLIA FANTASIA

Realizzare un’elegante composizione fai-da-te è molto semplice: occorrono ad esempio due bottiglioni, qualche rametto di rosmarino,erbe di campo e tulipani. Queste composizioni non richiedono molto tempo da spendere costituendo un’originale decorazione per i vostri spazi.

DI COSA AVETE BISOGNO?

1 bottiglione verde; spugna sintetica; fil di ferro verde; rete; qualche ramo di rosmarino fiorito; tulipani rossi e gialli; erbe di campo; qualche ramo di mahonia fiorita; rametti di viburnum fiorito.

COME PROCEDERE?

  1. Tagliate una spugna in tre parti e da una di queste ricavate un cubo; arrotondatelo e premetelo sul collo della bottiglia. Chiudete con del fil di ferro stretto intorno al collo del bottiglione.
  2. Posizionate i rami di rosmarino in un angolo verso l’alto e, nell’angolo opposto, verso il basso. Mettete alcuni rametti corti nel centro della spugna a raccordare due rami in diagonale. Allo stesso modo posizionate i rametti corti di Mahonia, di Viburnum e di erbe di campo fino a completare una metà della spugna. La mezza spugna rimasta vuota, dovrà accogliere sei o sette tulipani dai gambi di lunghezza diversa.
  3. Coprite spugna e rete con figlie di Mahonia.

PANE E TULIPANI

DI COSA AVETE BISOGNO?

2kg di pane; 1 sottovaso di 12/14 cm di diametro; rete metallica; spugna sintetica; nastro adesivo; stecchi di legno; 10 tulipani o margherite; 5 zucchine tonde; 5/6 rami di rosmarino; 10 cipollotti piccoli; 10 agli.

COME PROCEDERE?

  1. Disponete la spugna all’interno del sottovaso, arrotondatela e avvolgetela con la rete fissandola con cura. Scavate la crosta del pane fino a ottenere lo spazio per contenere la vaschetta, posizionatela e fissatela bene al pane con il nastro adesivo.
  2. Scegliete tre o quattro rami curvi di rosmarino e posizionateli nella spugna,rivolti verso l’alto.
  3. Inserite gli stecchi di legno negli agli, nelle zucchine e nei cipollotti, poi posizionateli a gruppi. Disponete tutte le verdure allo stesso modo, facendo attenzione che non siano della stessa altezza,ma che risultino leggermente sovrapposte.
  4. Sistemate i tulipani negli spazi rimasti. Lasciate che i più alti si allunghino vicino ai rami di rosmarino, mentre gli altri, tagliati più corti, devono risaltare nella parte centrale della composizione.

DISPORRE LE PIANTE DA INTERNO

COME DISPORLE?

Bisogna tener conto della loro adattabilità al luogo in cui desideriamo inserirle. Nel bagno, possiamo sistemare delle felci, perchè hanno bisogno di un ambiente caldo-umido. Mentre sulle scale, sempre povere di luce, è bene sistemare alcune varietà di Ficus o una Fatsia. Negli appartamento, bisogna sempre fare i conti con il cado secco dei termosifoni e disporre le piante in modo tale da non creare loro scompensi, essendo abituate a vivere in climi molto umidi (la maggior parte delle piante che teniamo in casa provengono dalle zone tropicali). Un ulteriore problema da tener presente è l’abbassamento brusco della temperatura a seguito dello spegnimento dei termosifoni durante la notte nel periodo invernale; la conseguenza è il rallentamento dello sviluppo vegetativo delle piante. I locali illuminati sono i migliori luoghi in cui sistemare le proprie piante, ma, allo stesso tempo, l’esposizione diretta ai raggi solari può essere pericolosa in quanto le piante possono subire delle ustioni (soprattutto i Ficus da tenere all’aperto, ma in zone ombreggiate nei periodi estivi).

COME SCEGLIERLE?

L’acquisto di una pianta deve dipendere dai propri gusti personali e dalla dimora in cui risiederà. Se in casa si hanno luoghi poco illuminati, occorre scegliere quelle che più si adattano a tali caratteristiche scegliendo tra quelle che più si addicono ai vostri gusti personali. Una volta scelta la pianta,controllate che le foglie siano sane: nè troppo chiare, nè troppo scure; nè troppo diritte,nè arrotolate. Sulla pagina inferiore non devono esserci parassiti. Insomma,controllate che la pianta sia nel miglior stato possibile di salute. Un ultimo consiglio che vi diamo è controllare se le radici fuoriescono dai fori; se ciò accade vuol dire che la pianta è certamente costretta nel vaso,quindi sofferente e non sarà un buon acquisto.

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La Camera da Letto

tappeto per la camera da letto

Consigli per la Camera

SOTTO LA FINESTRA

Sistemare il letto sotto la finestra è insolito. Per consentirne l’apertura sono adatte quelle scorrevoli o a vasistas, mentre sono poco indicate quelle a battente. Fondamentale, inoltre, la tenuta perfetta del serramento.

L’ANGOLO DI STUDIO

è importante ricavare lo studio dove c’è spazio, ma è meglio sistemarlo accanto ad una finestra, per sfruttare al meglio la luce naturale. Se dovete sistemare dei computer, è importante predisporre prese elettriche in modo e numero adeguato.

LE MISURE GIUSTE

Se attorno al letto si vogliono sistemare dei comodini, garantendo il passaggio, ci devono esser e almeno 50 cm. I letti con ripiani integrati nella struttura permettono di recuperare centimetri gli in grado di fornire piani d’appoggio alla giusta altezza rispetto al materasso. Vi consigliamo di seguire questo consiglio per non rinunciare ai comodini. Le abitudini quotidiane dimostrano che sono pezzi irrinunciabili per le vostre stanze perché sono utili come piani d’appoggio, offrendo ordine e praticità. In tante nuove finiture e versioni, hanno design sempre più curato. Dunque, nella scelta contano molto le misure. L’altezza, in generale,dipende dal letto; se non si scelgono piani allineati, vale il principio secondo il quale il piano del comodino va allineato a quello della base del letto oppure al bordo superiore del materasso. In questo modo è semplice riporre o prendere oggetti. Si ottiene così un risultato armonioso anche quando per il letto matrimoniale si scelgono comodini differenti.[post_grid id=”1701″]

ARMADIO

E’ una buona alternativa alla cabina armadio, ideale per sfruttare zone di passaggio con composizioni in linea, che offrono il massimo della praticità d’uso.

VOLUMI DEFINITI

Il portale che incornicia le aperture contiene anche il contro-soffitto che, nasconde gli impianti d’illuminazione e di condizionamento dell’aria, mentre visivamente definisce a soffitto le nicchie che ospitano le armadiature.

UNA QUINTA MULTIUSO

Realizzata in cartongesso, dona una tocca di vitalità alla stanza per risolvere diverse questioni pratiche. Alcune sono dotate di aperture superiori, creando un motivo decorativo, alleggerendo l’insieme e aumentando il passaggio di luce naturale.

IDEA PER IL GUARDAROBA

Per rendere la stanza più luminosa e nascondere la vista dell’interno la miglior cosa è quella di sistemare il proprio guardaroba a filo muro.

SE LA PARETE è VETRATA

La mancanza di una superficie d’appoggio presuppone la scelta di un letto con testata per sostenere i cuscini. Per rendere più armoniosa e idilliaca la vostra stanza schermatela da tende a tutta altezza: arricciate, hanno un effetto più tradizionale, a pannello o a pacchetto rendono invece più essenziale l’ambiente.

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Comodini o Comò per la vostra Stanza

comòLe abitudini quotidiane dimostrano che sono pezzi irrinunciabili per le vostre stanze perché sono utili come piani d’appoggio, offrendo ordine e praticità. In tante nuove finiture e versioni, hanno design sempre più curato. Dunque, nella scelta contano molto le misure. L’altezza, in generale, dipende dal letto; se non si scelgono piani allineati, vale il principio secondo il quale il piano del comodino va allineato a quello della base del letto oppure al bordo superiore del materasso. In questo modo è semplice riporre o prendere oggetti. Si ottiene così un risultato armonioso anche quando per il letto matrimoniale si scelgono comodini differenti. Il comò ha in genere cassetti molto più ampi e piuttosto profondi.

La produzione di gusto classico è la più richiesta in quest’ultimo periodo perché si sta arricchendo di nuove proposte e finiture, nel rispetto dello stile. Così un comodino o una cassettiera tradizionali, trattati foglia oro o argento,si armonizzano anche in un ambiente ultramoderno.

ORO E ARGENTO, IN FOGLIA O PATINA: ottenute con tecniche e materiali differenti, sono diverse anche sotto il profilo estetico. La lavorazione della prima consiste nell’applicare un foglio sottilissimo di oro o argento sulla superficie, rifinita attraverso un procedimento detto brunitura eseguito a mano con pietra d’agata. La finitura a foglia è molto preziosa perché richiede molto tempo per la sua esecuzione, a seguito del tipo di materiale utilizzato. Ciò giustifica i costi elevati del prodotto. La patinatura, invece si ottiene sovrapponendo a uno strato di vernice di base, per esempio d’argento, una patina dorata, sempre sotto forma di vernice; anche se questa tecnica lascia intravedere il colore sottostante, creando un effetto poco uniforme.[post_grid id=”1706″]Ad accomunare comodini e comò sono i cassetti. Solitamente basta soffermarsi su due aspetti: sistemi di apertura e binari di scorrimento. Per quanto riguarda i primi, prende sempre più piede il “sistema a stimolo”: il cassetto si apre con una semplice pressione e si chiude con un leggero stimolo. Nel caso dei cassettoni, è spesso abbinata anche la chiusura rallentata. Ricordatevi di collocare buone letture sui propri comodini, prima di trascorrere una piacevole notte.

Quindi,alla base di ogni collezione per la camera da letto vi sono letto, comodino e comò. Possono appartenere a stili differenti oppure essere coordinati tra di loro. Basta tener conto dei colori, forme e proporzioni della vostra stanza, per evitare accostamenti poco adeguati.

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Norme Regionali del seminterrato

Ora vi mostreremo le regole più salienti che riassumo tutte queste informazioni,insieme a quelle relative alle destinazioni di uso consentite,secondo le otto Regioni.

CALABRIA: è consentito l’uso di seminterrati e interrati a residenziale, commerciale e terziario. Nel primo caso si deve però essere in centro storico; nel secondo e nel terzo in semicentro. Sono ammessi i soppalchi ma rispettando il limite d’altezza di 2,7 metri. L’ulteriore limite è il volume abitabile aggiunto(il 25%),oltre il quale bisogna procurarsi gli standard a parcheggio,oppure monetizzarli.

BASILICATA: si possono recuperare seminterrati e interrati solo ad alcune condizioni: gli edifici devono essere inclusi nel perimetro urbano ed essere destinati, in tutto o in parte, a residenza e/o ad attività commerciale e terziaria; i locali da recuperare devono essere utilizzati solo a uso terziario e/o commerciale; occorre destinare nuovi spazi a parcheggi se il volume trasformato supera il 15% di quello urbanistico totale dell’edificio. Vanno rispettate le norme sul risparmio energetico.

LIGURIA: la legge si estende ai seminterrati, interrati, porticati e ai “piani pilotis”; per chiudere questi ultimi con pareti, l’intervento non deve coinvolgere la facciata ma un prospetto secondario, e neanche questo se si tratta di edifici storici o con valenze artistiche. I volumi così ricavati possono essere destinate a residenze in senso lato o a uso turistico-ricettivo. Non è possibile però snaturare tutta la destinazione d’uso dell’edificio.

LOMBARDIA: per il recupero dei seminterrati deve essere presentata domanda (Denuncia di Inizio Attività o Permesso di costruire) entro e non oltre il 16 Aprile 2011;l’edificio dove è posto il seminterrato deve essere stato ultimato alla data del 31 Marzo 2005. Gli usi consentiti sono destinazioni accessorie alla residenza, attività economiche ammesse dagli strumenti urbanistici, nonché per attività professionali. Quindi sarebbero depennati i locali completamente interrati ed esclusa la possibilità che il seminterrato possa essere trasformato in un’unità abitativa autonoma.

MOLISE: gli interventi sono permessi in seminterrati, interrati e porticati, purchè non si trasformino garage;cambiano gli usi consentiti,a seconda del tipo di locale;nuovi standard a parcheggio sono necessari solo se viene superato del 20% l’attuale volume abitabile del fabbricato;vanno rispettate le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche e quelle sul risparmio energetico.

PUGLIA: i parcheggi vanno reperiti o monetizzati;vanno pagati gli oneri di urbanizzazione al Comune in misura standard;vale la normativa nazionale e locale sui consumi energetici e per l’intervento occorre comunque richiedere un Permesso di costruire.

SICILIA: le modalità disciplinate sono limitate ai seminterrati e il cambio d’uso può essere solo a residenziale;il limite relativo alle altezze è ridotto da 2,7 a 2,4 metri;è l’unica Regione che,oltre a prevedere il contributo di costruzione,chiede che nelle casse della Regione affluisca una somma pari al 20% del valore catastale dei locali oggetto di recupero.

UMBRIA: sono interessati i piani terra e i seminterrati con pareti perimetrali fuori terra per almeno il 25%; le altezze sono ridotte a 2,2 metri, ulteriormente abbassabili se il palazzo è molto vecchio; gli interventi non devono comportare un incremento oltre il 5%degli indici di fabbricazione e devono essere compatibili con le caratteristiche storiche e architettoniche dell’edificio; nelle zone agricole è consentito anche l’uso per la commercializzazione dei prodotti agricoli.

riferimento a prima del 2010

Seminterrato: Come Recuperarlo?

seminterratoE’ il livello di un edificio con pavimento situato sotto il piano stradale e soffitto al di sopra di tale quota. Alcune Regioni italiane hanno facilitato il recupero di tale spazio con agevolazioni meno conosciute rispetto a quelle che regolamentano l’uso dei sottotetti, permettendo anche in alcuni casi il riutilizzo di questi locali a fini abitativi ma anche per altre destinazioni d’uso. Quali sono le Regioni interessate? In realtà, sono otto: Liguria, Lombardia, Umbria, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.

CAMBIARE LA DESTINAZIONE D’USO: Ciò che le accomuna è una disposizione basilare: la deroga agli indici urbanistici. Significa che ciascun immobile ha, sin dalla sua costruzione, alcuni volumi “agibili” (abitabili), mentre altri sono dedicati al servizio di questi (per esempio per ospitare un magazzino, una caldaia, un ripostiglio, ecc…). Questi locali in genere non possono cambiare la destinazione d’uso loro assegnata ed essere usati come spazi abitabili, per esempio come residenza, ufficio o stanza professionale. Nel caso delle Regioni appena citate tutto ciò, è invece consentito grazie ad alcuni “strappi” a questa regola permessi.

DEROGHE PER LE ALTEZZE: sono previste altre deroghe, oltre al cambio di destinazione d’uso reso possibile; non tutte sono introdotte da queste Regioni. Le più importanti sono quelle concernenti le altezze minime dei locali e i “rapporti aeroilluminanti”, in altre parole le superfici dedicate a finestre apribili in proporzione alle estensioni degli ambienti. Nelle residenze, le norme nazionali richiedono per le abitazioni un’altezza minima di 2,7 metri e rapporto aeroilluminanti di RAI di 1/8 (la superficie finestrata deve essere un ottavo di quella del pavimento). Solo la Sicilia e l’Umbria consentono altezze minori mentre Calabria e Umbria permettono finestre più piccole rispetto agli standard presupposti; Basilicata, Umbria, Calabria, Molise e Puglia ammettono l’aereazione meccanica con un apposito apparecchio di ventilazione.

CURIOSITA’

Piano pilotis: spazio aperto situato al piano terra di un edificio e sorretto il genere da colonne di cemento armato. Solitamente è utilizzato come veranda, garage o porticato.

Piano interrato: piano di un edificio il cui soffitto è, lungo tutto il suo perimetro, a una quota uguale o inferiore a quella del terreno circostante.
Rapporto aeroilluminante: superficie vetrata con finestre che deve essere proporzionale all’estensione del locale per garantire l’illuminazione e l’aerazione naturale.

Standard a parcheggi: le norme nazionali impongono, per le nuove costruzioni, la destinazione a parcheggio di 1 mq di spazio ogni 10 mc abitabili realizzati. Nel caso di recupero a zona abitabile di seminterrati, interrati e piani terra la Regione può applicare questa regola.

Pulizie mattutine della Camera

Pulire la camera da letto è un lavoro che va fatto spesso e con accuratezza.

La prima cosa da fare al mattino è buttare indietro le lenzuola e aprire la finestra per permettere all’aria di circolare: in inverno sono sufficienti dieci minuti poiché le temperature basse facilitano il ricambio. Un consiglio vivo che vi diamo è non mettere le lenzuola sul davanzale perché potrebbero sporcarsi e offrire ospitalità a qualche insetto, con conseguenze davvero sgradevoli.

La camera per i più piccoli richiede qualche esigenza in più: lasciate il pavimento più libero possibile per permettere a essi di giocare e pulirlo molto più facilmente. Con una soluzione disinfettante lavate una volta a settimana i giocattoli di legno e plastica dei piccoli, pulendo periodicamente anche i giocattoli morbidi su indicazione del fabbricante. Alcuni possono essere lavati persino in lavatrice. Controllare periodicamente che non siano danneggiati e che non vi siano parti che i piccoli potrebbero facilmente inghiottire. Lavate spesso anche tutti i mobili della stanza del bambino.[post_grid id=”1257″]

Come pulire le Sedie

sedia in paglia

Ora vi daremo qualche consiglio per pulire correttamente le vostre sedie, in base alle loro diverse tipologie e rivestimenti, iniziando dalla pulizia da eseguire per le sedie in paglia.

PAGLIA: spolverate la paglia con un pennello, poi spazzolatela molto delicatamente cin una soluzione di acqua calda e sale grosso oppure di acqua tiepida e sapone, poi sciacqua tela con acqua fredda.

Per ravvivare il colore della paglia, strofinatela con una spazzola bagnata di succo di limone puro, poi sciacqua tela bene con molta acqua fredda.

Per sbiancare l’impagliatura, strofinatela con una soluzione di un decilitro di acqua ossigenata per ogni litro di acqua.

Per mantenere l’impagliatura a lungo, dovete strofinatela con mezzo limone, poi pulitela spazzolandola con acqua molto salata e fatela asciugare al sole o con l’aria del phon, in modo che le fibre si tendono nuovamente.[post_grid id=”1728″]Per pulire a fondo le sedie di paglia è utile spazzolarle con acqua molto calda.

PELLE E CUIO: le fonti di calore tendono a far essiccare facilmente il cuoio e la pelle, quindi per ridargli morbidezza occorre sfregarli ogni tanto con una soluzione di due parti di olio di lino e una di aceto. Strofinate bene con un panno morbido, poi lucidate con un pezzo di seta.

TESSUTO: spazzolate le sedie rivestite di tessuto con acqua saponata cui avrete aggiunto un paio di cucchiai di ammoniaca
per ogni litro d’acqua, poi sciacquate e lasciate asciugare bene.

FINTA PELLE: lavatele con acqua tiepida insaponata poi sciacqua tele e asciugatele. Non usate nessun tipo di solvente.

MOBILI DA ESTERNO: per mobili da esterno intendiamo sdraio, ombrelloni e lettini. Togliete spesso la polvere, soprattutto dai cuscini imbottiti di sdraio e lettini da sole. Se sono in plastica, lavateli con un panno umido o con acqua e detersivo, poi sciacquateli e asciugateli. Pulite il tessuto che ricopre i cuscini e materassi con una spazzola imbevuta di acqua e ammoniaca, eseguendo l’operazione all’ombra, poi lasciateli asciugare bene prima di utilizzarli di nuovo. Prima di mettere da parte ombrelloni e sdraio, controllate che siano asciutti, poi copriteli bene con teli di plastica, per evitare che si danneggino nel tempo.

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Pulire i Letti

pulire i letti

Pulire i Materassi

Se avete materassi a molle o in gommapiuma sfoderateli e passateli su entrambi i lati con l’aspirapolvere; mettete la fodera in lavatrice, asciugate, stirate e ricoprite il materasso. Fate prendere aria al materasso ogni volta che cambiate le lenzuola e ogni tanto giratelo. Impedirete agli acari di fare meno presa! Se avete materassi di lana, dovete rifarli più o meno ogni tre anni, aggiungendo ogni volta della lana o del crine.[post_grid id=”1737″]

Pulire le Reti

Lavate le reti con una spugna imbevuta di acqua e sapone e impedite che si arrugginiscano. Per mantenerle più pulite copritele col coprirete, che passerete di tanto in tanto con l’aspirapolvere.

Pulire i Guanciali

Lavare la fodera dei vostri guanciali in lavatrice. Stiratela e rimettetela nei cuscini. Ricucitela non troppo stretta.

Pulire le Coperte e i Copriletti

Per lavare il piumino attenetevi alle istruzioni sull’etichetta o portatelo in tintoria. Il cotone e la lana possono essere lavati in lavatrice con un detersivo e programma delicati.

Pulire i Cassoni

Pulite i cassoni dei letti con l’aspirapolvere e spazzolate delicatamente con acqua e ammoniaca. Se il vostro cassone è foderato, aspiratelo spesso in modo che lo sporco non ristagni. Se volete spolverare più a fondo, togliete il telo. E’ un’operazione laboriosa ma una volta l’anno conviene farla, in modo che lo sporco accumulato non sia difficile da accumularsi.

Pulire le Testiere

E’ un ottimo rimedio pulire con del vino rosso e asciugarle immediatamente. Se sono di ottone, pulite e lucidate con un detersivo specifico. Se sono di legno, andranno pulite secondo i tipi di legno con i rispettivi prodotti specifici. Se sono imbottite, spolveratele con l’aspirapolvere e poi passate una spazzola leggermente inumidita con acqua e ammoniaca. Cercate di non inzuppare il telo altrimenti si rovinerà immediatamente.

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Come tenere pulita la cucina

panno per pulire la cucina
La pulizia quotidiana è ciò che si richiede giornalmente per mantenere ordinata la cucina, dato che qui vi si preparano e consumano i cibi. L’organizzazione è tutto: lavate sempre dopo l’uso fornelli, tavolo e lavello. Per i più meticolosi, ogni cinque giorni pulite il secchio della spazzatura, il lampadario, le piastrelle, la finestra e i mobili.

Pulire le piastre e il fornello

Smontate le parti mobili dei fornelli per poi lavarle come normali pentole, a mano oppure in lavastoviglie. In caso di parti incrostate, versare acqua calda e lasciare agire finchè non si siano ammorbidite. In caso di macchie difficili da togliere, lasciare i pezzi a bagno in aceto molto caldo per mezz’ora, oppure strofinare con un panno imbevuto di sapone o con 1/2 limone. Il consiglio che vi diamo è di proteggere i fornelli con un foglio di alluminio quando cucinate per poi toglierlo alla fine. In caso di piastre elettriche, l’ideale è acqua e soda. Se sono molto arrugginite, strofinatele bene con un panno, sciacquate, asciugate e infine passate con uno straccio unto d’olio.

Una nota per quanto riguarda il forno a microonde: tenetelo sempre pulito perchè eventuali rimanenze di cibo possono assorbire le onde rallentando il processo di cottura. Fate bollire dell’acqua ed usate una spugna per togliere le impurità.[post_grid id=”1744″]

Pulire il Frigo

Pulire l’interno con acqua e aceto e infine asciugate con un panno. Togliete via tutti i residui di sporco dal foro di scarico dello sbrinamento automatico. Ogni tanto ricordatevi di spolverare con una spazzola morbida la griglia del motore sul retro. In caso di cattivo odore,inserite una vaschetta con del carbone vegetale; se volete eliminare il cattivo odore inserite nel frigo un recipiente con aceto caldo e lasciatelo raffreddare.

Pulire il Freezer

Occorre sbrinare il congelatore almeno una volta l’anno o se il ghiaccio raggiunge i 2cm. La prima cosa da fare è vuotare il congelatore, staccare la spina e lasciare lo sportello aperto, cosicchè il ghiaccio si stacchi da solo. Lavare bene e infine asciugare come indicato per il frigorifero, poi riaccendetelo e fate raffreddare.

Pulire il Forno

In alternativa a prodotti specifici, strofinare le pareti del forno tiepido con mezzo limone, far asciugare e ripassare con una spugna umida. Se nella cottura qualcosa cade sul fondo, ricoprite con del sale grosso, di modo che una volta raffreddato sia possibile farlo ammorbidire con acqua e detersivo per piatti; strofinate e sciacquate. Un ultimo consiglio per mantenere più pulito il forno è quello di proteggere le pareti e il fondo con un foglio di alluminio da applicare prima dell’accensione.

Una nota per quanto riguarda il forno a microonde: tenetelo sempre pulito perchè eventuali rimanenze di cibo possono assorbire le onde rallentando il processo di cottura. Fate bollire dell’acqua ed usate una spugna per togliere le impurità.

Non in frigo! – Non mettete in frigorifero cipolle, aglio e patate, ma teneteli in un apposito contenitore che permetta loro di respirare, in un luogo asciutto e buio. Tenete la frutta a temperatura ambiente, mettendo in frigo solo quella che volete servire fredda.

Attenzione all’igiene! – Se siete stati a contatto con pollame o carne fresca, pulite bene utensili, tavolo e mani prima di toccare ulteriori prodotti freschi.

Rosticceri si nasce! – Per rendere gustosi i cibi alla griglia, ricordatevi di tirarli per tempo fuori dal frigo; in caso contrario la carne si indurirebbe e avreste l’impressione di addentare una suola di scarpe! L’utilizzo di vino, erbe aromatiche, emulsioni di olio ed un mazzetto di rosmarino darà un profumo particolare. Per evitare che le pietanze si disidratino durante la cottura, salatele al momento di porle sul piatto.

Prezzi e offerte per Pulire la Cucina!

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Pulire i Divani

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Divani e poltrone sono molto delicati e soggetti a sporcarsi e a macchiarsi con facilità. Per pulirli a fondo, togliete i cuscini e spolverate con l’aspirapolvere gli angoli più nascosti. Se Ia scocca è in legno, spolveratela utilizzando un pennello morbido negli angoli, poi pulitela con un apposito prodotto per i mobili o con olio di lino. Se divano e cuscini sono sfoderabili, togliete la copertura e lavatela, seguendo le indicazioni dell’etichetta, in lavatrice o in tintoria. Se non sono sfoderabili, potete chiamare le imprese specializzate oppure pulirli con gli appositi prodotti, scegliendoli in base al materiale con cui sono rivestiti. Questi ultimi richiedono particolari attenzioni e non reagiscono allo stesso modo ai solventi, ecco perché è utile conoscere il tipo di sporco che li ha aggrediti e i metodi più efficaci per restituire loro lo splendore di un tempo.

Acquistate preferibilmente un divano sfoderabile e di un tessuto lavabile in lavatrice. Anche i cuscini sfoderabili possono essere lavati in lavatrice oppure, se sono ricoperti di un tessuto più delicato, fateli pulire in tintoria o lavateli a secco con la schiuma.

PULIRE I TESSUTI ROBUSTI: puliteli con l’aspirapolvere, e poi strofinateli con schiuma secca. Nel caso in cui si bagnassero i tessuti o l’imbottitura sottostante procedete ad asciugare con il phon.

PULIRE I TESSUTI DELICATI: usate la saponeria in polvere e spazzolateli delicatamente, aspirando i residui con l’’aspirapolvere.[post_grid id=”1752″]CUIO E PELLE SINTETICA: se il divano è in pelle sintetica, pulitelo con una spugnetta imbevuta d’acqua e sapone delicato, sciacquate e asciugate. Lucidate i vostri divani in cuoio con la cera vergine o con la cera apposita: la manterrete morbidi più a lungo. Se il vostro divano è di camoscio, invece è preferibile lavare le parti sfoderabili in tintoria, trattandosi di un tessuto così delicato; le parti non sfoderabili possono essere lavate con la schiuma secca e poi, se necessario, ripassate con l’aspirapolvere in modo da toglierne i residui. Se la pelle del vostro divano è naturale colorata, dovrete usare una cera della stessa tonalità.

VELLUTO: pulitelo seguendo i consigli dati per i tessuti robusti, utilizzando la schiuma a secco, oppure strofinatelo delicatamente con una spazzola bagnata in una soluzione di acqua e ammoniaca. Usate acqua fredda, per non rischiare di stingere il colore e spazzolate il velluto seguendo il senso del pelo. Per risollevare il pelo nei punti in cui fosse rovinato, spazzolatelo contropelo, eventualmente aiutandovi anche con il getto d’aria di un asciugacapelli. Per mantenere in forma i cuscini, ricordatevi di ruotare almeno una volta alla settimana i cuscini di divani, sedie e poltrone e, se possibile, di girarli spesso, in modo che vengono usati allo stesso modo e non ce ne siano alcuni più rovinati di altri.

Ora vediamo come rimediare alle macchie più ostinate, per impedire ai tessuti di rovinarsi. Per le macchie sui rivestimenti in stoffa di poltrone, divani, sedie e materassi è opportuno sottoporli a un trattamento anti-macchia e coprirli o proteggerli nei punti di maggior usura o più esposti alle macchie. Lo stesso trattamento vale soprattutto per le macchie sui rivestimenti di pelle, cuoio e camoscio, tenendo presente che sono, ancor di più molto delicati.

MACCHIE DI BIRO: se le macchie sono su tessuti in pelle, potete provare a tamponare con il latte. Se è stoffa resistente, strofinate delicatamente con un panno appena bagnato di acqua e ammoniaca. Se il tessuto è delicato usate una pasta di saponaria e benzina da spazzolare una volta che la macchia si è asciugata. Sul velluto cospargete sale fino e spazzolate dopo circa mezzora. Se la stoffa è scamosciata, sfregate con delicatezza con la limetta per le unghia.

MACCHIE DI RUGGINE: la pelle e tutti i tessuti eccetto le fibre acetate possono essere passate con acetone, alcol o trielina, che sono molto efficaci contro la ruggine.

MACCHIE DI VEGETALI (succhi di frutta e verdura): fate assorbire la macchia e tamponate la stoffa con aceto bianco diluito con poca acqua calda. Tamponate la pelle con una spugnetta appena bagnata d’acqua tiepida e sapone.

MACCHIE DÌ BEVANDE ALCOLICHE: se la macchia è su pelle, assorbite il liquido e passate una spugna inumidita con acqua tiepida e sapone. Se è sulla stoffa assorbite il più possibile il liquido con carta assorbente, lasciandola un po’ sulla macchia, e poi pulite con un panno imbevuto di aceto bianco e alcol.

MACCHIE DI UNTO: se la macchia è sulla stoffa, appoggiatevi sopra della carta assorbente, poi toglietela. Cospargetela di talco e aspettate qualche minuto, poi spazzolate bene la parte. Eventualmente potete anche tamponarla con un po’ di trielina. Se la macchia, invece, è sulla pelle, strofinatela delicatamente con una soluzione composta da acqua tiepida, sapone e un cucchiaino di ammoniaca per ogni litro d’acqua, poi ripassate bene con uno straccio pulito, evitando di strofinare con troppa resistenza.